tracce di un’anima: lettera ad un amante

Giuro sull’universo e su tutta la sua meravigliosa esistenza,

tutti i suoi pianeti e le stelle,

stamattina quando ho aperto gli occhi e ho visto le nuvole grigie all’esterno muoversi lentamente come cavalli leggeri,

ho pensato a te, mio ​​piccolo vecchio omino.

Era come il giorno in cui eravamo in quella montagna spagnola,
all’interno della foresta

distesi l’uno accanto all’altro in quel lettino

circondato da piccole finestre

una casa con le ruote era.

 

E oggi, stamattina, anche se non stiamo più parlando
e non lo faremo,

mio piccolo vecchio omino, non so, se l’hai sentito,

ma ti parlavo mentre guardavo le nuvole come cavalli leggeri

passando davanti ai miei grandi occhi castani

– Ti ricordi i miei occhi? –

 

Ti stavo dicendo che il mio cuore era piccolo e debole,

ma anche molto umano e pieno di emozioni.

Ti stavo dicendo che ho imparato molto,

ma ti ho anche detto che non ti parlerò mai più

non perché sono troppo orgogliosa o egoista,

ma semplicemente perché non potrei mai vederti come un amico,

ma forse neanche come un amante.

 

Anche se avevi ragione su alcune cose,

ricordati solo di essere più umano,

anche se gli umani puzzano insieme ai loro sentimenti e istinti.

 

Questa è la tua debolezza e anche la mia, ma viceversa.

 

I nostri momenti sono ancora vividi e lo saranno, più che mai.

Questa è la prova che ti ho amato.

La mia incapacità di parlarti di nuovo, è anche la prova

che

ti ho amato.

6 thoughts on “tracce di un’anima: lettera ad un amante

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